CANTO SPIRITUALE
Se il mondo è
tanto bello, se si specchia
la tua pace nei nostri
occhi, tu
potrai darci più
in un’altra vita?
Perciò tengo così,
Signore, agli occhi,
al volto, al corpo che
m’hai dato e al cuore
che vi batte; e perciò
temo la morte.
Con che altre sensi mi farai
vedere
sulle montagne questo cielo
azzurro,
e il mare immenso e il
sole ovunque acceso?
Metti tu nei miei sensi
eterna pace,
e non vorrò che
questo cielo azzurro.
Chi mai non disse «fermati!»
a un momento,
fuor di quello che gli
portò la morte,
non lo intendo, Signore;
io che vorrei
fermar tanti momenti d’ogni
giorno
per farli eterni nel mio
cuore. —O questo
«farli eterni»
è già la morte? —E che sarebbe
allora mai la vita? Ombra
del tempo,
illusione del «qui»
e del «laggiù»,
e il calcolo del poco e
il molto e il troppo
solo un inganno, perchè
il tutto è il nulla?
Non importa. Sia il mondo
ciò ch’esso è,
così diverso, esteso
e temporale,
questa terra con quanto
in essa cresce
è la mia patria;
e non potrà, Signore,
essere la mia patria celestiale?
Uomo sono e la mia misura
umana
per ciò che posso
credere e sperare;
se qui fede e speranza
in me si fermano,
nell’aldilà me ne
farai tu colpa?
Nell’aldilà io vedo
cielo e stelle,
anche lassù vorrei
essere un uomo:
se ai miei occhi le cose
hai fatto belle,
se per esse m’hai fatto
gli occhi e i sensi,
con un alto «perchè»
dovrò rinchiuderli?
Tu sei, lo so; ma dove,
chi può dirlo?
In me ti rassomiglia ciò
che vedo...
Lasciame creder dunque
che sei qui.
E quando verrà l’ora
del timore
che chiuderà questi
miei occhi umani,
aprimene, Signore, altri
più grandi
per contemplare la tua
immensa face,
e la morte mi sia un più
grande nascere..