The Montgolfier Brothers presents... Discography

2003 / Interview by Salvatore, Fabio and Alessandro, from www.indiepop.it:  http://www.indiepop.it

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Gli album di Roger Quigley, da solo o con i Montgolfier Brothers, sono un'esperienza tanto immersiva quanto dolorosa. Ti toccano da vicino, finisci per rispecchiarli nella tua esperienza e rivivere eventi ai quali di solito non ami pensare. In questa intervista Roger ci svela perché: dietro ad ogni parola e ad ogni frase di "Quigley's Point", comprese le frasi più agghiaccianti ed asciutte, ci sono riferimenti a se stesso ed alla sua esperienza. E possiamo solo immaginare quanto gli siano costate. Anche per questo Roger Quigley è uno degli autori più profondi e più veri della nostra epoca, e i suoi dischi sono sempre di piccoli capolavori. E lui in questa intervista finisce per dire molte più cose di quelle che gli abbiamo chiesto con le nostre goffe domande...

Abbiamo l'impressione che la tua musica sia una questione di vitale importanza, anche se tutto sembra essere già successo e l'unica opzione rimasta è prendere coscienza degli eventi. Quanto dipendi dalla necessità di scrivere musica e di cantare la tua vita attraverso di essa?

Credo, spero, di stare scrivendo un diario di avvenimenti. Ho una pessima memoria... forse dovrei imparare a dimenticare le cose del passato e guardare avanti, ma ho un certo bisogno di ricordare... di sicuro non imparo dalle mie esperienze, ma almeno faccio in modo di prenderne nota.
Odio pensare, ma forse è proprio così, di voler forzare le mie esperienze in modo da poterle poi commentare.

Vengo da una famiglia che non ha mai discusso troppo a lungo le cose. Spero di stare riuscendo almeno ad aprire la mia bocca...

Sto cominciando a non preoccuparmi di ciò che esce dalla mia bocca: è la cosa più importante ai fini della scrittura.

Questo bisogno di scrivere musica può compromettere la vita reale, anticipando ciò che deve ancora succedere? La vita è già una canzone dentro di te prima che accada?

A volte mi sento come se fossi su un aereo destinato a precipitare: non vedo l'ora di iniziare il viaggio, ma una volta a bordo sono spaventato. E' solo quando ti portano da bere che cominci a divertirti di nuovo.. a quel punto sei rassegnato a qualsiasi cosa.. e a volte ti auguri che l'aereo precipiti: anche solo per il fatto di fermare il "viaggio"...

Non sono immune alle serate d'amore, ad intime storie d'infanzia, a ubriacarmi, nuotare nel vino e puzzare di sigarette, ma preferisco evitare le mattine dopo, l'eludere di sguardi e gli addii imbarazzati.

E' come se mi fossi reso conto di aver perso la mia possibilità di amare una certa persona nel modo giusto e con la necessaria intensità, e forse non riuscirò mai a darmi la possibilità di amare qualcun altro in quel modo.

Quigley's Point sembra essere concentrato sulla dissezione delle relazioni morte, un aspetto non nuovo nelle tue canzoni. Ma osservi sempre queste cose da una certa distanza, con il lento calare della passione che rispecchia nella lentezza della progressione degli accordi. Per quanto tempo queste sensazioni devono rimanere in te prima che tu riesca a trasformarle in canzoni? E perché preferisci parlare delle relazioni quando esse sono irrimediabilmente finite?

Credo sia importante ricordare che le "dissezioni" nelle mie canzoni sono effettuate da un membro della famiglia del defunto: in questo modo riesco a raccontare sempre le cose dal mio punto di vista: è il mio consiglio di difesa. Non sono l'unica persona che era presente sulla scena del crimine. Sono colpevole quanto l'altro per il decesso/morte/omicidio della relazione. Forse un po' di più o un po' di meno, ma il fatto è che io sono quello che ha scelto di parlare pubblicamente della cosa.

Credo che sia compito dell'ascoltatore riempire gli spazi vuoti. Di trovare il proprio posto nella storia. Forse è lui ad aver subito il torto o forse è stato lui a causarlo.

Anche se sono state scritte in un periodo di tempo piuttosto lungo, le canzoni di "Quigleys point" hanno un forte senso comune. E' stato necessario qualche aggiustamento o tutte le note e tutti i sentimenti sono andati al posto giusto?

Le canzoni sono state scritte a proposito di una bellissima ragazza che era stata ferita molto tempo prima di conoscermi. E quando mi ha incontrato, beh forse credeva che avrei potuto aiutarla a riparare il suo spirito ferito. Ma credo di aver spezzato il suo cuore una volta ancora.

Volevo che fosse felice, perché questo è quello che tutti meritano. Ha deciso che uno dei miei migliori amici lo avrebbe reso possibile, e ha scelto lui al mio posto.

"Quigley's Point" ha una forte componente autunnale. Diresti che la tua musica ha una connotazione stagionale?

E' la mia stagione preferita, sono felice che ti dia questa impressione...

E' la stagione in cui gli alberi vengono spogliati delle foglie, non in una maniera vendicativa o violenta, ma per la necessità di fare spazio alla primavera ed alla vita nuova, al nuovo amore, non prima di aver passato l'inverno a pensare al freddo vuoto e alla solitudine che senti dentro.

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